Giaches de Wert

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Life

Born: 1535

Died: 06 May 1596

Biography

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List of choral works

Sacred

Secular

Other works not listed above
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    Publications

    • Il primo libro de madrigali (Venice, 1558; five voices)
    • Il primo libro de madrigali (Venice 1561; four voices)
    • Madrigale del fiore, libro primo (Venice 1561; five voices)
    • Madrigale del fiore, libro secondo (Venice 1561; five voices)
    • Il terzo libro de madrigali (Venice 1563; five voices)
    • Il secondo libro de madrigal (Venice 1564; five voices) (Note that the third book was published before the second)
    • Il quarto libro de madrigali (Venice 1567; five voices)
    • Il quinto libro de madrigali (Venice 1571; five voices)
    • Il sesto libro de madrigali (Venice 1577; five voices)
    • Il settimo libro de madrigali (Venice 1581; five voices)
    • L'ottavo libro de madrigali (Venice 1586; five voices)
    • Il nono libro de madrigali (Venice 1588; five voices)
    • Il primo libro delle canzonette villanelle (Venice 1589; five voices)
    • Il decimo libro de madrigali (Venice 1591; five voices)
    • L'undecimo libro de madrigali (Venice 1595; five voices)
    • Il duodecimo libro de madrigali (Venice 1608; four to seven voices; posthumous)

    Il settimo libro de madrigali a cinque voci (Seventh book of madrigals of 5 voices, Gardano press, Venice, 1581)

    1. Sorgi et rischiara al tuo apparir il cielo
    2. Misera, che farò, poi ch'io mi moro
    3. Donna, se ben le chiom'ho già ripiene d'algente neve
    4. [Vive doglioso il core, sol per servire amore]
    5. Vani e sciocchi non men ch'egri e dolenti
    6. Vaghi boschetti di soavi allori
    7. Io mi vivea del mio languir contento et se doglia portava
    8. Solo e pensoso i più deserti campi
    9. Giunto alla tomba
    10. Voi volete ch’io muoia
    11. Gratie ch'a pochi il ciel largo destina
    12. Tirsi morir volea
    13. In qual parte sì ratto i vanni muove

    L'Ottavo libro di madrigali a cinque voci (Eighth book of madrigals of 5 voices, Gardano press, Venice, 1586)

    1. Io non son però morto
    2. Rallegrati mio cor
    3. Sì come ai freschi
    4. Vezzosi augelli
    5. Fra le dorate chiome
    6. Usciva homai del molle e fresco grembo
    7. Sovente all'or che su gl'estivi ardori
    8. Misera, non credea ch'a gli occhi miei
    9. Non è sì denso velo
    10. Forsennata gridava: “O tu che porte”
    11. Non sospirar, Pastor
    12. Questi odorati fiori
    13. Vener, ch'un giorno avea
    14. Con voi giocando Amor


    L'Undecimo libro di madrigali a cinque voci (Eleventh book of madrigals of 5 voices, Gardano press, Venice, 1595)

    General information

    Published: Venice, Antonio Gardano, 1595. Dedication by the composer to Francesco Gonzaga, Prince of Mantova and Monferato.

    Composer: Giaches de Wert

    List of Works

    1. Ah dolente partita
    2. O primavera (Prima parte)
    3. O dolcezz' amarissime (Seconda parte)
    4. Ma se le mie speranze (Terza parte)
    5. Et s'altri non m'inganna (Quarta parte)
    6. Ho lungamente sospirato (Quinta parte)
    7. Ahi come soffrirò
    8. Ancor che l'alto mio
    9. Scherza nel canto
    10. Udite lagrimosi spirti
    11. Poi che vuole il ben mio
    12. Voi nemico crudele
    13. Ahi lass' ogn' hor
    14. Felice l'alma che per voi
    15. Anima del cor mio
    16. Cruda Amarilli
    17. Amor se non consenti
    18. Che fai alma? (Dialogo A7)

    Original texts

    Lyricist: Giovanni Battista Guarini (Source)

    Italian.png Italian text

    1.Il pastor fido Atto III. scena 3, 309-316
    MIRTILLO
    Ah, dolente partita!
    ah, fin de la mia vita!
    Da te parto e non moro?
    E pur i' provo
    la pena de la morte
    e sento nel partire
    un vivace morire,
    che dà vita al dolore
    per far che moia immortalmente il core

    Il pastor fido Atto III. scena 1, 1-45
    MIRTILLO
    2.O primavera, gioventú de l'anno
    bella madre di fiori,
    d'erbe novelle e di novelli amori,
    tu torni ben, ma teco
    non tornano i sereni
    e fortunati dí de le mie gioie;
    tu torni ben, tu torni,
    ma teco altro non torna
    che del perduto mio caro tesoro
    la rimembranza misera e dolente.
    Tu quella se', tu quella
    ch'eri pur dianzi sí vezzosa e bella;
    ma non son io già quel ch'un tempo fui
    sí caro agli occhi altrui.

    3.O dolcezze amarissime d'amore
    quanto è piú duro perdervi, che mai
    non v'aver o provate o possedute!
    Come saría l'amar felice stato,
    se'l già goduto ben non si perdesse;
    o quando egli si perde,
    ogni memoria ancora
    del dileguato ben si dileguasse!

    4.Ma se le mie speranze oggi non sono,
    com' è l'usato lor, di fragil vetro,
    o se maggior del vero
    non fa la speme il desiar soverchio,
    qui pur vedrò colei
    ch'è 'l sol degli occhi miei;

    5.e' s'altri non m'inganna,
    qui pur vedrolla al suon de' miei sospiri
    fermar il piè fugace.
    Qui pur da le dolcezze
    di quel bel volto avrà soave cibo
    nel suo lungo digiun l'avida vista;
    qui pur vedrò quell' empia
    girar inverso me le luci altere,
    se non dolci, almen fère,
    e se non carche d'amorosa gioia,
    sí crude almen, ch'i' moia.

    6.Oh lungamente sospirato invano
    avventuroso dí, se, dopo tanti
    foschi giorni di pianti,
    tu mi concedi, Amor, di veder oggi
    ne' begli occhi di lei
    girar sereno il sol degli occhi miei!

    10.Il pastor fido Atto III. scena 6, 1-13
    MIRTILLO
    Udite, lagrimosi
    spirti d'Averno, udite
    nova sorte di pena e di tormento;
    mirate crudo affetto
    In sembiante pietoso:

    La mia donna, crudel piú de l'inferno,
    Perch' una sola morte
    non può far sazia la sua fiera voglia
    (e la mia vita è quasi
    una perpetua morte),
    mi comanda ch'i' viva
    perché la vita mia
    di mille morti il dí ricetto sia.

    16.Il pastor fido Atto III. scena 2, 1-15
    MIRTILLO
    Cruda Amarilli, che col nome ancora,
    d'amar, ahi lasso, amaramente insegni!
    Amarilli, del candido ligustro
    piú candida e piú bella,
    ma de l'àspido sordo
    e piú sorda e piú fèra e piú fugace,
    poi che col dir t'offendo,
    i' mi morrò tacendo;

    ma grideran per me le piaggie e i monti
    e questa selva, a cui
    sí spesso il tuo bel nome
    di risonare insegno.
    Per me piangendo i fonti
    e mormorando i venti,
    diranno i miei lamenti;
     

    External links